Danzare la vita

Shiva Nataraja (CERN di Ginevra)

Durante le vacanze natalizie, mentre leggevo un libro del medico e psicoterapeuta Alberto Spagnoli, mi sono imbattuto in questa affermazione:

«All’immagine della saggezza come ascesa lenta, dolorosa, mitica verso la cima, si può contrapporre l’immagine della danza intorno al centro, che richiama l’alternarsi, nella vita individuale, di saggezza e follia, di armonie e disarmonie … dobbiamo danzare vicino al centro, un centro che nemmeno esiste come luogo, ma è fedeltà a se stessi e alla comunità, in questo danzare che continua tutta una vita … la relazione con l’inconscio è la danza intorno al centro e in essa è racchiusa la grande occasione di saggezza» (1).

Questa frase mi ha ricordato le parole di Antonino Messina, socio fondatore e past-President del CEPEI, pronunciate nel discorso introduttivo alla presentazione pubblica dell’Associazione nel mese di settembre 1998:

«Ogni incontro umano – e nella fattispecie l’incontro analitico-  diventa un momento ritmato, una danza trasformativa giocata sia in senso orizzontale di allargamento verso nuove coscienze e nuove conoscenze, sia in senso verticale verso il raggiungimento del sé universale».

Lo diceva in riferimento a uno dei cardini della nostra Associazione: l’evoluzione della personalità. Evoluzione che investe non solo il singolo individuo ma tutto il contesto relazionale in cui egli si trova a vivere, aprendosi altresì alla dimensione cosmica.

Mentre riflettevo su queste parole, il mio sguardo si è posato sulla statua bronzea di Shiva che si trova nel mio studio, ricordo di un mio viaggio in India. Shiva, signore della danza, danzando sul mondo lo distrugge bruciandolo e lo ricrea dalle sue ceneri. È rappresentato con una folta chioma, con quattro braccia (una per ogni punto cardinale), mentre compie un passo di danza. Due delle braccia sono aperte, leggermente piegate, una sorregge un tamburello e l’altra una fiamma. Il tamburello è lo strumento musicale col quale ritma la sua danza, e la fiamma rappresenta il fuoco con il quale genera la distruzione. Le altre due braccia sono allungate davanti al busto, e seguono la linea della gamba alzata. Shiva danza all’interno di un cerchio di fuoco, raffigurato da tante piccole fiammelle che rappresentano il rogo del mondo. Schiaccia sotto il suo piede destro la figura di un nano, che rappresenta simbolicamente l’illusione cui sono preda gli esseri umani, quella di pensare all’esistenza come a una realtà immutabile e non, come è invece nella realtà, transitoria.

Fritjof Capra, nel suo libro Il Tao della fisica (2) collega la danza di Shiva alla fisica moderna:

«Ogni particella subatomica non solo esegue una danza energetica ma è anche un processo pulsante di creazione e distruzione senza fine. Per i fisici moderni, la danza di Shiva è la danza della materia subatomica. Come nella mitologia indù, è una danza continua di distruzione e creazione che coinvolge l’intero cosmo, la base di tutta l’esistenza e di tutti i fenomeni  naturali».

E ancora: «Centinaia di anni fa, artisti indiani hanno creato immagini visive di Shiva danzante in una bellissima serie di bronzi; nel nostro tempo i fisici hanno impiegato la più avanzata tecnologia per ritrarre i modelli della danza cosmica. La metafora della danza cosmica unisce così la mitologia antica, l’arte religiosa e la fisica moderna».

Anche per questo motivo il 18 giugno del 2004, è stata collocata al CERN – il Centro Europeo per la ricerca in Fisica delle Particelle a Ginevra – una statua di 2 metri di altezza di Shiva, il signore della danza, dono del governo indiano.

Come non pensare al processo-progetto di Individuazione (3) che chiama continuamente ogni uomo a “danzare” attorno al Sé, da cui origina la danza stessa, riproponendogli in continuazione la necessità dell’autorealizzazione e l’ampliamento continuo della coscienza?

Parole e immagini che ci confermano riguardo le basi di riferimento della nostra Associazione: evoluzione e intersoggettività.

Parole e immagini che ci spingono ad approfondire la nostra ricerca sull’intersoggettività e a diffondere le nostre convinzioni per aiutare le persone che incontriamo sul cammino della vita e nella nostra professione a continuare la “danza “ della Vita.

Giuseppe Fojeni


  1. Alberto Spagnoli (2019), …e divento sempre più vecchio, Bollati Boringhieri.
  2. Fritjof Capra (1982), Il Tao della fisica, Adelphi.
  3. Carl Gustav Jung (1934), Il divenire della personalità in Opere vol.17, Bollati Boringhieri, 2004.