Una lettura junghiana dei tarocchi: il Mondo

XXI “Il Mondo” – Il fatto stesso che questo Arcano sia l’ultimo nella sequenza dei Tarocchi rende conto della sua potenza. Nel “gioco” dei Tarocchi, all’aumentare della sequenza numerica corrisponde una progressione nel valore delle carte, a partire dal Bagatto, il Tarocco numero 1, che può essere visto in questa chiave come la figura più umile, con meno valore. Tradizionalmente si colloca però all’inizio della sequenza un altro Arcano, il Matto (numero “0”), che si pone idealmente agli antipodi rispetto al Mondo: lo zero rispetto al tutto, la follia rispetto alla completezza divina dell’universo, il caos rispetto all’ordine cosmico.

In questa breve rassegna che riguarda i Tarocchi interpretati secondo una prospettiva junghiana vorrei parlare di uno degli “Arcani” più importanti, se non il più importante di tutto il mazzo: “Il Mondo”. Il fatto stesso che questo Arcano sia l’ultimo nella sequenza dei Tarocchi rende conto della sua potenza. Nel “gioco” dei Tarocchi, all’aumentare della sequenza numerica corrisponde una progressione nel valore delle carte, a partire dal Bagatto, il Tarocco numero 1, che può essere visto in questa chiave come la figura più umile, con meno valore. Tradizionalmente si colloca però all’inizio della sequenza un altro Arcano, il Matto (numero “0”), che si pone idealmente agli antipodi rispetto al Mondo: lo zero rispetto al tutto, la follia rispetto alla completezza divina dell’universo, il caos rispetto all’ordine cosmico, ecc.

In questo senso i Tarocchi possono essere visti come un sentiero iniziatico, un pellegrinaggio che porta il Folle a guadagnare Il Mondo. In ottica junghiana i Tarocchi mostrerebbero dunque un percorso di progressivo arricchimento del Matto (di chi vive in uno stato totalmente inconscio), una crescente espansione della coscienza grazie all’integrazione di elementi inconsci fino a conseguire la totalità psichica. Ma che cosa rappresenta il Mondo? Osserviamo questo Arcano. Innanzitutto è costruito come un cerchio racchiuso dentro un quadrato, un “Màndala”, una raffigurazione sacra che rappresenta l’elemento della divinità (il cerchio, la sfera) all’interno del mondo materiale (il quadrato, i quattro elementi, gli assi cardinali, ecc.). Nel centro, similmente al Cristo in Maestà dentro la “vesica piscis”, troviamo una figura femminile che ricorda l’ Anima Mundi di Platone: è la concezione di un principio divino che dà ordine al mondo a partire dai quattro elementi (aria, acqua, fuoco, terra, identificabili nella simbologia dei quattro Evangelisti). L’insieme della rappresentazione può senza dubbio essere visto come un “simbolo del Sé” ampiamente studiato da Jung. Il Sé come totalità psichica e centro stesso della psiche, come perfetta e dinamica interazione tra coscienza e inconscio – dinamica che è espressa dalla figura centrale in movimento che pare danzare.

Il tema del quattro e della quaternità che troviamo nel Mondo è un altro asse della psicologia junghiana, che trova piena formulazione nella teoria dei tipi psicologici e delle corrispondenti quattro funzioni. Con un piccolo ma interessante esercizio possiamo provare ad abbinare le quattro funzioni psichiche ai quattro animali del Mondo, ad esempio: l’aquila (animale aereo) è associabile al pensiero, l’angelo al sentimento, il leone all’intuizione (l’intuizione che come il fuoco – tema accostabile al leone, animale solare – irrompe incontrollabile come un lampo e provoca una “illuminazione”) e il bue al mondo sensoriale. Ecco allora rappresentato nel Mondo l’equilibrio psichico dove tutte le funzioni vengono adeguatamente sviluppate e ordinate attorno ad un principio centrale ordinatore o una quinta funzione, quella “trascendente”. I quattro tipi psicologici sono allo stesso modo oggettivabili nei quattro semi dei Tarocchi:

– Spade, Pensiero. Il verbo, come espressione del pensiero, è simbolicamente associato alla spada (vedi l’associazione tra verbo divino e spada, Cristo dalla cui bocca fuoriesce una spada, la spada della Giustizia che discrimina tra giusto e sbagliato, tra vero e falso, ecc.);

– Coppe, Sentimento. Il sentimento ha tradizionalmente sede nel cuore, e la coppa è una rappresentazione simbolica del cuore;

– Bastoni, Intuizione. L’intuizione è un’energia irrazionale che crea nuovi mondi e soluzioni impensate, così come la magia cui il bastone è tradizionalmente associato. E’ inoltre un processo che come abbiamo visto è accostabile al fuoco, che ancestralmente scaturisce dal legno del bastone;

– Denari, Sensazione. I denari richiamano la terra, la materialità, il godimento delle ricchezze della natura, tutti elementi accostabili alla sensorialità.

Sono questi gli stessi strumenti che troviamo in mano al Bagatto e posti sul suo tavolo di lavoro. Se vediamo il Mondo come il risultato finale dell’Individuazione junghiana, la Grande Opera costituita dal perfetto dinamismo delle funzioni psichiche all’insegna della realizzazione del Sé, il Bagatto è colui che dà inizio alla Grande Opera. A partire dalla dotazione dei suoi strumenti (funzioni), sparpagliati in modo disordinato sul suo tavolo, il Bagatto sembra volerli combinare, mettendo in relazione le varie funzioni, come “pezzi” della sua psiche da assemblare in modo ordinato e il più possibile simmetrico nel quadro armonico e dinamico del Mondo.

Massimiliano Colosimo

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