Un’interpretazione junghiana dei Tarocchi: Il Carro

In un articolo precedente ho descritto secondo una chiave di lettura junghiana il Tarocco degli Innamorati. Proseguo questa rassegna descrivendo l’Arcano immediatamente successivo: il Carro.

Il numero 7 cui questo Arcano è associato è un numero di natura maschile e attiva ed esprime dinamismo, movimento. Se l’Arcano precedente descriveva il tema della presa di coscienza e della scelta possiamo pensare al cavaliere del Carro come all’Innamorato che ha effettuato la sua scelta rispetto alla direzione da intraprendere ed inizia ora a muovere i suoi passi nel mondo.

Ricordiamo che il protagonista dell’Arcano 6 poteva essere visto come un giovane: il suo vestito variopinto indicava indeterminazione e differenti potenzialità da dischiudere e quindi denotava uno sviluppo psichico ancora immaturo. Ora quel giovane indossa una corazza, un’armatura, ha iniziato cioè a ricoprire un ruolo determinato e socialmente riconoscibile (potremmo parlare di “Maschera”).

L’innamorato non è più appiedato, possiede ora un carro, un veicolo che gli consente di spostarsi senza sforzo e velocemente. È un mezzo meccanico, relativamente tecnologico (considerando l’epoca nella quale i Tarocchi presumibilmente sono stati concepiti; il carro potrebbe essere equiparato all’odierna automobile) ed è perciò accostabile al prodotto della funzione psicologica del Pensiero: il Pensiero è “alato” e consente di coprire distanze concettuali in un batter d’occhio. Il Carro può essere visto allora come l’insieme degli strumenti psicologici acquisiti legati alla funzione del Pensiero: potremmo chiamarlo il “mezzo”, il “metodo”, i criteri per discernere ed effettuare scelte – si badi bene – nell’ambito di ciò che è socialmente concepibile e configurabile, poiché il Carro, così come l’automobile dei nostri tempi, necessita sempre di tracciati e “carreggiate” delineate e progettate allo scopo. Guidare il carro comporta l’adesione a modelli comportamentali socialmente normati, così come è necessario adeguarsi al codice della strada quando si guida un’automobile. Una delle zone d’ombra legate al Carro è proprio legato al rischio di identificazione del Cavaliere con il proprio carro, con la propria Maschera o con la sola mente razionale.

Esiste tuttavia una componente istintuale legata alla conduzione del carro, simboleggiata dai due cavalli. Il cavallo è un animale che nasce libero e selvaggio, ma può essere addomesticato per asservire le necessità dell’uomo. Rispetto al cane o al gatto, animali domestici simbolicamente più vicini al livello di coscienza dell’uomo al punto di divenirne “familiari”, i cavalli esprimono un’energia più dirompente e solo parzialmente controllabile, o comunque tale da non renderli propriamente domestici. Sono senz’altro preziosi alleati dell’uomo ma possono imbizzarrirsi ed in questo caso sfuggire al controllo del cavaliere e divenire una forza distruttiva e selvaggia (per il cavaliere stesso e per gli altri).

Veniamo allora all’altro elemento di rilievo di questo Tarocco: i cavalli sembrano trainare il carro liberamente, “a briglia sciolta” in quanto effettivamente non notiamo la presenza di redini. Nella dualità del simbolo potremmo pensare da un lato ad un controllo cosciente dei cavalli: il mondo degli istinti è perfettamente allineato alla direzione che il cavaliere decide consciamente di intraprendere; dall’altro si può leggere una mancanza di collegamento tra coscienza (il cavaliere che sta in alto) e il mondo degli istinti o dell’inconscio (i cavalli che stanno in basso). In questo secondo caso il cavaliere è dominato dagli istinti o dai moti inconsci e sono essi a trainarlo.

Una terza importante componente del carro è la copertura che sta al di sopra della testa del cavaliere, configurabile come una “calotta” che in alcune raffigurazioni è stellata. In numerosi Tarocchi appaiono energie celesti che influiscono sui personaggi che vivono sul piano materiale; psicologicamente questo può significare che l’azione umana è sempre influenzata da elementi trascendenti e che sfuggono al controllo della coscienza, come manifestazioni dell’inconscio riconducibili all’espressione del Sé. Nel caso dell’Innamorato era un Cupido a deciderne le scelte, espressione del “Puer aeternus”, un’energia infantile, vivace e sconclusionata ma pur sempre vitale e creativa. Nel Carro le forze celesti sono presenti come stelle raffigurate nel telone che funge da calotta. Le stelle sono accostabili agli archetipi, elementi fissi e immutabili dell’inconscio collettivo. Poiché le stelle non sono raffigurate nella volta celeste ma sono impresse nella struttura del carro, possiamo affermare che gli archetipi stiano esercitando un’influenza diretta nella conduzione del Carro. È ciò che accade ad un livello di coscienza ancora immaturo e non individuato nel momento in cui si viene “afferrati” dall’energia di un determinato archetipo. Come vediamo, neppure il cavaliere, per quanto bardato e corazzato, è al sicuro dall’influenza delle forze celesti e il suo controllo sulla direzione da intraprendere è limitato, con o senza briglie!

Nelle Stelle, Arcano XII, numericamente correlato al Carro – VII, vedremo che tra le stelle di egual dimensione (quindi che esercitano un pari influsso, in modo indistinto) ne emergerà una più grande: è l’immagine simbolica del Sé, la personale stella guida del soggetto individuato.

Massimiliano Colosimo

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