In ricordo di Eugenio Borgna: una voce dell’anima nella psichiatria

Eugenio Borgna, uno dei più illustri e illuminati psichiatri italiani, ci ha lasciati il 4 dicembre 2024 nella sua casa a Borgomanero in provincia di Novara, all’età di 94 anni. Nato nel 1930, Borgna è stato un pioniere della psichiatria fenomenologica e un sostenitore della Legge Basaglia, contribuendo alla chiusura dei manicomi e alla riforma del trattamento dei disturbi mentali. Una figura che ha segnato profondamente il panorama della medicina e della filosofia con il suo approccio unico e umano alla sofferenza mentale, un pensatore capace di dar voce all’invisibile, restituendo dignità e umanità alle fragilità psichiche.

Eugenio Borgna, psichiatra

Specialista in psichiatria fenomenologica, Borgna ha sempre rifiutato una visione rigidamente tecnica della disciplina, ponendo al centro del suo lavoro l’ascolto profondo e l’empatia. Per lui, la psichiatria non poteva essere una semplice applicazione di regole e terapie standardizzate, ma doveva invece diventare un incontro tra due anime: il medico e il paziente.

In Borgna, riconosciamo l’importanza fondamentale del dialogo intersoggettivo, che riveste un significato particolare per la nostra associazione CEPEI-APS: in ogni dialogo terapeutico, egli vedeva l’opportunità di scoprire il Soggetto dietro la malattia, con la sua storia unica di dolore, speranza e desiderio di condivisione di senso.

Autore di libri che hanno fatto cultura psichiatrica quali Come se finisse il mondo, Le emozioni ferite, L’agonia della psichiatria e l’ultimo, Apro l’anima e gli occhi, Borgna ha intrecciato riflessioni filosofiche e poetiche con la sua esperienza clinica. Nei suoi scritti, traspare il suo profondo amore per la letteratura e per autori come Rilke, Kierkegaard e Hölderlin, che lo hanno accompagnato nel tentativo di comprendere le esperienze più misteriose e intime dell’essere umano.

La carriera di Borgna si è svolta principalmente nell’ambito ospedaliero – suo è l’SPDC “aperto” di Novara – ma il suo pensiero ha oltrepassato i confini della psichiatria per influenzare il dibattito culturale e sociale sul valore della vulnerabilità. Borgna ci ha insegnato che la fragilità non è qualcosa da respingere o temere, ma una parte fondamentale della nostra condizione umana, capace di rivelarci chi siamo davvero.

La sua eredità risiede nella sua capacità di trasformare la pratica psichiatrica in un’arte dell’ascolto e della comprensione, e nella sua incessante difesa della dignità di chi soffre. Un uomo di rara sensibilità e un testimone della “bellezza” nascosta nel dolore umano.

Paolo Cozzaglio

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